La tua area Riservata

Registrandoti a giovaniverona.it puoi entrare a far parte della nostra community, iscriverti alle attività organizzate dal Centro di Pastorale, ricevere le nostre newsletter informative. Ti aspettiamo!


Non sei ancora registrato?
Vai alla pagina di registrazione →

LA PAROLA DEL GIORNO

Visto la situazione eccezionale, ogni giorno pubbblichiamo la riflessione sulla Parola del nostro libretto della Quaresima Impronte sulla via. 

 

_____________________

LA CASA
DEL PADRE

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

01 aprile, mercoledì

 

VANGELO

Giovanni 8,31-36

Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: «Diventerete liberi»?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero».

 

COMMENTO

A volte siamo superficiali e ostinati come i Giudei. E la risposta autoritaria che ci dà Gesù spiazza: «Se rimanete nella mia parola, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Spesso dopo una lunga giornata, con tutti i nostri impegni, la strada verso casa è sempre un po’ faticosa. Ma quel “rimanere nella Sua Parola” per noi è ricordarsi attraverso dei piccoli gesti, delle obbedienze, azioni quotidiane, che siamo fatti per la casa del Padre, e non per le catene del peccato.

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

SANT'UGO DI GRENOBLE nacque nel 1053 a Castelnuovo nel Delfinato, in Diocesi di Valenza. Nel 1080, venne convocato un concilio ad Avignone per eleggere un nuovo vescovo nella diocesi di Grenoble rimasta vacante, fu eletto e nonostante la giovane età, non poté fare a meno di ac- consentire. Affidandosi a Dio e alla forza della preghiera, in poco tempo rimise in piedi questa Diocesi. Il popolo a quei tempi non era istruito, e si abbandonava a qualsiasi vizio e peccato. Senza perdersi d’animo aiutò la popolazione a risollevarsi. Col passare del tempo crebbe in lui il desiderio di una vita umile e solitaria; così successivamente decise di lasciare la Diocesi per darsi alla solitudine. Conosciuta questa cosa, il Papa gli comandò di ritornare e rimanere tra le sue pecorelle, visto il gran bene che vi operava, e S. Ugo ubbidiente subito vi ritornò, portando avanti l’opera di Evangelizzazione.
Giorno dopo giorno questo atto d’amore di S. Ugo, che si fece obbediente alle promesse del Padre, a costo dei suoi stessi desideri, lo portò a sperimentare la bellezza del prendersi cura del gregge affidatogli dalla Chiesa. Il prendersi cura e l’obbedienza alla Sua volontà furono i cardini della vita del Santo.

sfoglia le altre news